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Come combattere il jet lag: orologio, pochette da viaggio e mascherina in seta su superficie chiara, gestire il cambio di fuso orario

Jet lag: come combatterlo e dormire bene cambiando fuso

Scendi dall'aereo dopo un volo lungo, ti corichi convinta di crollare, e invece alle tre del mattino sei lì con gli occhi spalancati a fissare il soffitto. Poi, il giorno dopo, ti si chiudono gli occhi a metà pomeriggio, nel momento meno opportuno. Non è semplice stanchezza da viaggio: è il tuo corpo rimasto indietro, ancora tarato sull'ora del luogo da cui sei partita.

Imparare come combattere il jet lag significa proprio questo, aiutare l'orologio interno a rimettersi al passo con il posto in cui ti trovi adesso.

Ho viaggiato parecchio, per lavoro e per piacere, e ho capito una cosa: non serve resistere a forza di caffè, serve riallineare il ritmo. E le due leve più potenti non costano nulla, sono la luce e il buio dati nei momenti giusti. Tutto il resto, dall'idratazione agli orari fino alla melatonina, gira intorno a questi due segnali.

Che cos'è il jet lag (e perché non è solo stanchezza)

Il jet lag nasce da un disallineamento. Quando attraversi più fusi orari in poche ore, l'ora al polso cambia di colpo, ma il tuo orologio biologico no: resta tarato sul fuso di partenza e ci mette giorni a riallinearsi. È governato da come funziona il nostro orologio interno, il ritmo circadiano, e proprio perché è un meccanismo lento e abitudinario non si sposta con uno schiocco di dita.

La regola pratica che uso per farmi un'idea dei tempi è semplice: serve all'incirca un giorno per ogni fuso orario attraversato perché il corpo si riallinei del tutto. Se voli da Milano a New York, sei fusi, metti in conto qualche giorno di assestamento: aspettarsi di stare subito bene è il primo modo per vivere male l'arrivo.

I sintomi vanno oltre il sentirsi stanchi: insonnia nel cuore della notte, sonnolenza di giorno, testa annebbiata, concentrazione che cala, spesso anche digestione fuori fase e un'irritabilità che non ti somiglia. È diverso dalla normale stanchezza da viaggio, quella che passa con una dormita: il jet lag riguarda il sonno fuori sincrono, e per superarlo bisogna lavorare sul ritmo, non solo recuperare ore.

Verso est o verso ovest: perché la direzione cambia tutto

Qui c'è il dettaglio che cambia davvero la strategia. La direzione del viaggio conta moltissimo, perché il nostro orologio interno tende naturalmente a un periodo di poco più lungo di ventiquattro ore: questo lo rende più bravo ad allungare le giornate che ad accorciarle.

  • Verso ovest allunghi la giornata: vai a dormire e ti svegli più tardi rispetto a casa, e per il corpo è più facile, perché asseconda la sua tendenza naturale a slittare in avanti. Per questo il jet lag verso ovest in genere si digerisce meglio.
  • Verso est accorci la giornata: devi addormentarti e alzarti prima di quanto il corpo vorrebbe, e anticipare l'orologio è la cosa più ostica. Nella mia esperienza è proprio il rientro, quando torni verso est, a farsi sentire di più.

Da questa differenza discende tutto il resto, soprattutto come usare la luce. Verso est devi convincere l'orologio ad anticipare, quindi cerca la luce nelle prime ore del mattino a destinazione ed evita quella intensa della sera. Verso ovest fai il contrario: esponiti alla luce nel tardo pomeriggio e in prima serata, ed evita quella troppo presto al mattino.

La luce sposta l'orologio e, a seconda di quando la prendi, lo manda avanti o indietro: sapere in che direzione stai volando ti dice già da che parte spingere.

Prima di partire: preparare l'orologio

Il jet lag si comincia a combattere prima ancora di salire sull'aereo. Nei due o tre giorni che precedono la partenza puoi spostare gradualmente i tuoi orari di sonno verso quelli della destinazione, di trenta o sessanta minuti al giorno: verso est andando a letto e svegliandoti un po' prima, verso ovest il contrario.

Conviene andarci piano, perché spostare gli orari troppo in fretta non aiuta, l'orologio fatica a stare al passo; ma anche un piccolo anticipo riduce la distanza che il corpo dovrà colmare all'arrivo.

C'è poi un consiglio che do sempre e che pesa più di quanto sembri: parti riposata. Affrontare un volo lungo già in debito di sonno amplifica il jet lag, perché sommi la stanchezza al disallineamento del fuso. Le notti prima di un viaggio importante andrebbero protette, non sacrificate a fare le valigie all'una di notte.

Aiuta anche impostare l'orologio del telefono sull'ora di destinazione già in aeroporto, e arrivare attrezzate: ho raccolto a parte cosa mettere in valigia per dormire bene in viaggio. Un'eccezione vale per le trasferte lampo: se ti fermi una notte o due, a volte conviene restare sull'ora di casa e non riallineare affatto.

Durante il volo: dormire (o restare sveglia) al momento giusto

Come combattere il jet lag: donna che dorme con la mascherina in seta di gelso Auròre blu, il buio per dormire in volo nonostante il fuso

Una volta a bordo, la strategia è una sola: vivi già l'ora di destinazione. Se là è notte, prova a dormire; se là è giorno, resta sveglia e cerca la luce.

Il problema è che in cabina la luce è imprevedibile: equipaggio che accende, oblò dei vicini aperti, schermi tutto intorno. Quando voglio dormire mentre a destinazione è notte, il mio alleato è la mascherina per dormire in seta di gelso, che mi crea il buio addosso a prescindere da cosa succede nel resto dell'aereo.

La differenza con le mascherine da kit di bordo la senti subito: la seta a 22 momme è densa abbastanza da bloccare la luce ma scivola fresca sulla pelle, senza la pressione e i segni che quelle rigide o in poliestere lasciano sul contorno occhi dopo qualche ora.

Resta poi la regola d'oro di ogni volo lungo: bevi acqua, e spesso, perché l'aria di cabina è secca e la disidratazione peggiora lo stordimento. Alcol e caffè, presi per dormire o per resistere, fanno il danno opposto: frammentano il sonno e disidratano ancora di più.

All'arrivo: usare luce e buio per riallineare l'orologio

Come combattere il jet lag: il piano prima, durante e dopo il volo, dallo spostamento degli orari alla luce e al buio
Il piano essenziale per battere il jet lag.

L'arrivo è il momento in cui il jet lag si vince o si perde davvero, e il principio è semplice quanto duro: vivi subito l'ora locale, costi quel che costi. Mangia agli orari del posto, e soprattutto vai a dormire e svegliati quando lo fanno lì, anche se il corpo protesta.

Più in fretta lo fai, più in fretta l'orologio si riallinea.

La luce naturale è lo strumento più potente che hai, ed è gratis. Ricorda la direzione: verso est cerca la luce del mattino e prendine il più possibile nelle prime ore; verso ovest quella del tardo pomeriggio e della sera. Una passeggiata all'aperto all'orario giusto vale più di mille buoni propositi, perché la luce esterna, anche con il cielo coperto, è molto più intensa di qualunque lampada da interni.

L'altra faccia della medaglia è il buio, ed è la parte che quasi tutti trascurano. Capita spesso di dover dormire mentre fuori c'è ancora luce, o di ritrovarsi in una stanza d'hotel con tende che non oscurano per niente: è una delle situazioni che le clienti mi raccontano più spesso al rientro da un viaggio.

Proteggere il buio mentre dormi non è un vezzo, è una condizione fisiologica perché il riposo sia profondo: ne ho parlato raccogliendo tutti i benefici del dormire al buio totale. E se ti serve un pisolino, tienilo corto, venti o trenta minuti, altrimenti rischi di dormire fino a sera e scombinare tutto.

La melatonina per il jet lag: aiuto sì, ma con cautela

La melatonina merita un discorso a parte, perché è il rimedio di cui tutti parlano e quello che, nella mia esperienza, viene usato male più spesso. Può aiutare a riallineare l'orologio e a favorire l'addormentamento all'ora locale, soprattutto nei viaggi verso est attraverso cinque o più fusi orari, come emerge da una revisione sistematica Cochrane sulla melatonina per il jet lag.

Ma è importante capire cos'è: non un sonnifero, bensì un messaggero che comunica al corpo "è buio, è notte".

Proprio per questo conta il quando più del quanto. In genere si assume la sera a destinazione, vicino all'ora in cui vuoi dormire lì, a dosi basse; presa troppo presto nella giornata, invece, rischia di darti sonnolenza fuori orario e di rallentare l'adattamento.

Se vuoi capire meglio come lavora questo ormone, ho spiegato anche come stimolare la melatonina in modo naturale, perché il principio è lo stesso.

Una raccomandazione onesta: la melatonina non è adatta a tutti. In gravidanza o allattamento, con alcune terapie o condizioni particolari, è bene non improvvisare e parlarne prima con il medico o il farmacista. E non è una scorciatoia magica: amplifica il lavoro della luce e del buio, non lo sostituisce.

All'inizio lo pensavo anch'io, che bastasse la pillola, e invece se ignori i segnali luminosi i risultati restano deludenti.

Gli errori che peggiorano il jet lag

Ci sono alcune abitudini che, nella mia esperienza, mandano all'aria tutto il resto. La prima è restare ancorati all'ora di casa, continuando a calcolare "che ore sono là": così dici al corpo di non muoversi. La seconda è concedersi, appena arrivati, il sonnellino lungo del pomeriggio: dà sollievo sul momento, ma ti tiene incollata al fuso di partenza.

Un errore più sottile riguarda la luce: prenderla intensa nel momento sbagliato, o chiudersi al buio quando ne servirebbe, sposta l'orologio nella direzione opposta a quella che vuoi. Infine, la pretesa di sentirsi perfette il giorno dopo aver attraversato otto fusi: il corpo ha i suoi tempi, e un po' di pazienza fa parte della strategia.

Alla fine, combattere il jet lag non è una questione di forza di volontà né di rimedi miracolosi: è assecondare l'orologio interno, dandogli luce quando deve attivarsi e buio quando deve spegnersi. Sapere se voli verso est o verso ovest ti dice da che parte spingere, gli orari locali fanno il grosso del lavoro e la melatonina, usata con cautela, può dare una mano.

È così che ho imparato come combattere il jet lag senza perdere i primi, preziosi giorni di un viaggio.

Di tutte le variabili in gioco, il buio è una delle poche che puoi portarti dietro ovunque, in cabina come in una stanza d'hotel con le tende sbagliate. Se vuoi proteggerlo anche lontano da casa, scopri la mascherina in seta di gelso e lascia che il tuo sonno ritrovi il suo ritmo, fuso dopo fuso.

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